Esenzione di sicurezza nel Regolamento F-gas 2024/573: Guida per scegliere refrigeranti A1 e A2L al posto degli A3 infiammabili
In breve Il Regolamento F-gas (UE) 2024/573 vieta progressivamente i refrigeranti con alto effetto serra (GWP elevato). Le alternative a GWP molto basso spesso sono gas infiammabili di classe A3, come ad esempio il propano R-290. Tuttavia, in molti luoghi questi gas infiammabili non possono essere usati in sicurezza.
Per questi casi specifici, il Regolamento prevede un'importante esenzione di sicurezza: essa permette di installare legalmente impianti con refrigeranti più sicuri (appartenenti alle classi A1 o A2L), anche se possiedono un GWP teoricamente troppo elevato, qualora le regole di sicurezza del luogo vietino o limitino i gas altamente infiammabili.
Cosa sono le classi A1, A2L e A3?
I refrigeranti si classificano in base alla loro infiammabilità (tutti quelli citati presentano bassa tossicità, indicata dalla lettera «A»):
- Classe A1: Non infiammabile. È la classe più sicura sul fronte incendio (es. R-744, R-513A, R-134a, R-410A). Nessun rischio di fiamma.
- Classe A2L: Bassa infiammabilità. Sono gas difficili da accendere e con fiamma lenta (es. R-32, R-1234yf, R-1234ze, R-454B) e dotata di basso potere calorico. Il rischio è molto ridotto, facilmente gestibile.
- Classe A3: Altamente infiammabile, esplosivo. Pericoloso in caso di piccola perdita (es. R-290, R-600a). Il rischio di incendio e scoppio è elevato.
Quando si possono (e conviene) installare A1 o A2L al posto degli A3
L'esenzione di sicurezza si applica caso per caso, valutando attentamente la combinazione {impianto + refrigerante + luogo di installazione}. Ecco i casi tipici in cui un gas A3 non è ammesso e si scelgono A1 o A2L:
- Edifici alti (grattacieli / IGH): Oltre i 28 metri (uffici, alberghi, ospedali) o i 50 metri (residenziali), molte norme nazionali e codici antincendio vietano i refrigeranti infiammabili. → Usare A1 o A2L.
- Luoghi pubblici affollati: Centri commerciali, scuole, ospedali e cinema. → Preferire A1 o A2L.
- Locali chiusi, interrati o poco ventilati: Luoghi in cui un'eventuale perdita di gas si accumulerebbe creando rischio di esplosione. → Usare A1 (o A2L con le dovute misure).
- Infrastrutture critiche: Stazioni, aeroporti, data center e gallerie, spesso limitati da normative tecniche specifiche. → Scegliere A1 o A2L.
- Carica di gas troppo alta per il locale: Le norme EN 378 e IEC 60335-2-40 fissano la quantità massima di refrigerante infiammabile in base al volume del locale. Per impianti medio-grandi la carica di A3 ammessa è spesso insufficiente. → A2L consente cariche maggiori, mentre A1 non ha limiti legati all'infiammabilità.
- Limiti imposti dal manuale del fabbricante: Se il manuale esclude un determinato luogo per il modello a gas infiammabile, l'installazione non è consentita. → Scegliere un impianto idoneo A1 o A2L.
Guida pratica per l'operatore e l'installatore
Segui questi passi per documentare correttamente un impianto A1 o A2L al posto di uno A3:
- Valuta il luogo: Considera il tipo di edificio, la ventilazione e il volume del locale.
- Controlla le regole: Verifica i codici antincendio, le regole locali e le norme EN 378 e IEC 60335-2-40.
- Verifica se il gas A3 è ammesso: Se escluso dalle regole o dal limite di carica, scartalo.
- Scegli l'alternativa più sicura: Preferisci A2L quando ammesso, oppure A1 dove serve la massima sicurezza.
- Applica l'esenzione: Non serve autorizzazione preventiva; installa indicando il motivo di sicurezza.
- Etichetta l'apparecchiatura: Inserisci la dicitura «Vietato l'uso salvo quando richiesto da requisiti di sicurezza da applicare nel luogo di utilizzo».
- Conserva le prove per almeno 5 anni: L'onere della prova spetta all'operatore. I documenti da conservare includono riferimenti normativi, estratti del manuale, copie delle etichette e, fondamentale, l'eventuale analisi/valutazione del rischio o documento del progettista.
Il messaggio chiave: Dove i gas A3 infiammabili non sono sicuri o non sono ammessi, A1 e A2L sono l'alternativa legale e più sicura. L'esenzione di sicurezza serve proprio a renderlo possibile.
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